Riposi

Riposi per le Forze Armate e di Polizia a ordinamento civile/militare

Amministrativa

I Riposi che possono essere richiesti dal personale appartenente alle Forze Armate e alle Forze di Polizia a ordinamento civile/militare.

Questo articolo è parte della raccolta “Linee Guida – licenze e permessi per le Forze Armate e di Polizia a ordinamento civile/militare“. Aggiornate ai DD.PP.RR. 15 marzo 2018, n. 39 e 40. Di seguito i riposi che in base alle circostanze di seguito meglio specificate, possono essere richiesti:

  • Riposi per festività soppresse: Giorni 4 annui.
    • Sono fruibili nell’anno solare di riferimento, in misura proporzionale al servizio prestato o da prestare nell’anno.
    • Spettano anche a chi presta servizio all’estero.
  • Riposo per donazione di sangue ed emocomponenti: Per la giornata in cui si effettua la donazione.

Il numero massimo di donazioni annuali è indicato nel D.M. Salute citato nei riferimenti normativi e applicativi. Il militare è tenuto a effettuare la donazione in via prioritaria presso le strutture trasfusionali militari e, in subordine, presso quelle del Servizio Sanitario Nazionale.

Nel caso di inidoneità alla donazione, il militare dovrà rientrare al proprio Reparto per completare l’orario di servizio, presentando il certificato rilasciato dal medico addetto al prelievo, con l’indicazione del giorno e dell’ora, attestante la mancata o parziale donazione; le ore di assenza non devono essere recuperate.

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  • Riposi per assistenza al figlio disabile: Ore 2 al giorno, nei primi 3 anni di vita del figlio.

Tali riposi sono fruibili in alternativa ai 3 giorni di permessi mensili (di cui all’art. 33 della Legge n. 104/1992) ovvero al prolungamento del congedo parentale (di cui all’art. 33 del D. Lgs. 151/2001).

  • Riposo per allattamento: Durante il primo anno di vita del figlio, ore 2 al giorno, ridotte a 1 se l’orario giornaliero di servizio è inferiore a sei ore.
    Il diritto consiste nella fruizione di 2 riposi giornalieri di un’ora ciascuno, anche cumulabili tra loro (ridotti a uno se l’orario di lavoro è inferiore a sei ore). Mentre la madre militare può sempre beneficiarne, il padre può fruirne nei seguenti casi:
    • qualora il bambino sia affidato al solo padre;
    • in alternativa alla madre lavoratrice dipendente che non si avvalga di tale diritto;
    • qualora la madre non sia lavoratrice dipendente (e, cioè, quando la madre sia lavoratrice ma non abbia la qualifica di dipendente, vale a dire sia una lavoratrice autonoma, libera professionista, ecc.);
    • in caso di morte o di grave infermità della madre;
    • qualora la madre non svolga alcuna attività lavorativa.

Mentre la militare madre può godere dei riposi giornalieri durante i periodi di congedo parentale del padre, non è, invece, riconosciuta al militare padre tale possibilità nel caso in cui la madre, lavoratrice, si trovi in congedo di maternità o congedo parentale. E’, tuttavia, possibile concedere al militare padre i riposi in argomento nel caso in cui la madre, lavoratrice dipendente, non possa avvalersi delle ore di riposo in quanto in astensione obbligatoria/facoltativa per altra analoga esigenza (stia, cioè, utilizzando il congedo di maternità o quello parentale per accudire un altro figlio).

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