Trasferimenti d’autorità

trasferimenti d'autorità

Valutare la logica e la legalità dei provvedimenti dei trasferimenti d’autorità per il personale è fondamentale. Leggi l’approfondimento.

I trasferimenti d’autorità per il personale appartenente alle forze armate italiane sono un argomento di grande rilevanza. Secondo l’orientamento maggioritario, tali trasferimenti rientrerebbero negli ordini militari e non sarebbero soggetti alle regole e garanzie procedimentali previste per i procedimenti amministrativi. Tuttavia, l’art. 3 della L. 241 del 1990 afferma che ogni provvedimento amministrativo, incluso quello relativo al trasferimento del personale, deve essere motivato, a eccezione di quelli normativi ed a carattere generale. Pertanto, il giudice amministrativo potrebbe considerare illegittimo il trasferimento solo in caso di abnormità o macroscopico errore nella valutazione dei fatti.


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Il trasferimento d’autorità è un provvedimento attraverso il quale l’Amministrazione movimenta il personale d’ufficio per esigenze di servizio verso una sede diversa. Tale provvedimento differisce dai trasferimenti a domanda, in cui il militare richiede il trasferimento per soddisfare motivazioni personali, familiari o previste dalla legge. È importante notare che la trasparenza nell’azione amministrativa è stata potenziata dal legislatore per evitare che l’Amministrazione possa eccedere il contorno normativo. A tal proposito è intervenuto recentemente il TAR Toscana sede di Firenze accogliendo un ricorso e contestualmente annullando il provvedimento d’impiego.


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Considerazioni

La sentenza sul trasferimento d’autorità in questione ha evidenziato alcuni aspetti della dinamica amministrativa che richiedono opportune considerazioni. Il Ministero e, in particolare, il Dipartimento impiego del personale militare hanno adottato un provvedimento di trasferimento d’autorità in presenza di interessi superiori, come quelli di un minore, non essendoci reali esigenze di servizio della Forza Armata. Tuttavia, la sentenza evidenzia anche che il trasferimento a domanda proposto non aveva un motivo logico, anzi avrebbe peggiorato la condizione del militare e non avrebbe garantito le indennità previste. Al contrario, se il trasferimento a domanda fosse stato proposto presso una sede vicina o gradita al militare, avrebbe permesso all’amministrazione di raggiungere il suo scopo senza alcun onere economico.


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Conclusioni

La sentenza sui trasferimenti d’autorità ha messo in luce l’importanza di considerare gli interessi del personale (come quelli della presenza di un minore), prima di adottare provvedimenti di trasferimento d’autorità. Inoltre, è fondamentale valutare la logica e la legalità di tali provvedimenti per evitare conseguenze negative per i militari e per l’amministrazione stessa.

Fonte:
S.J.G. MAIELLA e P. CARBUTTI
Avvocatoamministrativoemilitare.it


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Accolto un RICORSO per un TRASFERIMENTO D’AUTORITA’

Riferimenti:
– Sentenza TAR Tosscana nr. 01692/2022;
– Art. 42 bis D. Lgs. 151 del 2001;
– Art. 33 co. 5 L. 104 del 1992;
– L. 241 del 1990.


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