Falchi polizia di stato

falchi polizia di stato

La sezione “falchi” della Polizia di Stato italiana: La linea di confine tra la società civile e la criminalità organizzata.

I Falchi sono un reparto della Polizia di Stato incardinato all’interno della Squadra Mobile, fu istituito ufficialmente per la prima volta a Catania nel 1974 dal Questore Emanuele De Francesco. Il loro compito è stato sin da subito quello di riprendere il controllo del territorio e di contrastare la micro criminalità. Non a caso il loro soprannome è “Squadra Antiscippo”.

Il personale, preposto al contrasto del crimine diffuso, opera esclusivamente in abiti civili ed in coppia a bordo di moto e scooter “anonimi”, senza i classici colori di istituto, per confondersi meglio tra la folla. Presidiano solitamente le zone centrali delle città, spesso caratterizzate da vicoli stretti e tortuosi dove l’agilità e la rapidità dei mezzi è fondamentale. Le città dove è presente la “sezione falchi” sono Catania, Palermo, Napoli, Bari, Cagliari, Caserta, Roma, Milano (dal 2010), Foggia, Firenze, Livorno e Taranto.

L’importanza dei Falchi

I Falchi sono noti per la loro efficacia e allo stesso tempo anche molto temuti dalla criminalità. Grazie alla loro presenza sul territorio e alla loro capacità di intervenire rapidamente in caso di necessità, i Falchi sono stati in grado di ridurre sensibilmente il numero di reati predatori in molte città italiane.

Quando la sezione fu fondata nei primi anni settanta lo scopo era quello di reprimere l’escalation di scippi e rapine. Oggi il loro impiego è leggermente diverso, oltre ai classici compiti di contrasto dei reati predatori, svolgono maggiormente attività di polizia giudiziaria, come indagini sulla criminalità organizzata.

Come si fa ad entrare nei falchi?

Si deve superare il concorso per accedere alla Polizia, e poi dopo un periodo (solitamente due o tre anni) di esperienza al di fuori della squadra mobile si può prendere parte alle selezioni.

Essere un falco ti identifica come il poliziotto per antonomasia. Vuol dire essere riconosciuti e temuti come chi la divisa la sa onorare anche se non la indossa. Vuol dire esporsi a numerosi rischi pur di garantire la sicurezza e l’odine pubblico, significa salutare i propri cari al mattino senza sapere se e quando si farà ritorno. Si diventa falchi per passione, si rimane perché diventa una missione.


Non è una lotta personale tra noi e la mafia: se si capisse che questo deve essere un impegno — straordinario nell’ordinarietà — di tutti nei confronti di un fenomeno che è indegno di un paese civile, certamente le cose andrebbero molto meglio.

Giovanni Falcone

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