Aereo spia U-2 “Dragon Lady”

Aereo spia U-2

L’aereo spia statunitense Lockheed U-2, noto anche il nome “Dragon Lady”: Un meraviglioso volo ad alta quota.

L’aereo spia Lockheed U-2, noto anche come “Dragon Lady”, è un simbolo iconico dell’attività di riconoscimento aereo e raccolta informazioni. Questo aereo è in servizio dagli anni ’50, per attività ISR (ricognizione, sorveglianza e raccolta di informazioni) ad alta quota, svolgendo un ruolo cruciale in vari conflitti e missioni di peacekeeping.

Cenni storici sull’aereo U-2

Il progetto U-2 è stato presentato per la prima volta dalla Lockheed Corporation nel 1953, fu approvato nel 1954 e ha effettuato il suo volo inaugurale il 1 agosto 1955. L’aereo è stato progettato durante la Guerra Fredda per sorvolare e fotografare le attività militari in Unione Sovietica, Cina, Vietnam e Cuba.

L’U-2 è stato assegnato sia alla United States Air Force (USAF) che alla Central Intelligence Agency (CIA), ed è stato in grado di fornire preziose informazioni sia di giorno che di notte in tutte le condizioni meteorologiche. L’U-2 è stato utilizzato anche per lo sviluppo e ricerca di sensori elettronici, calibrazione dei satelliti, ricerca scientifica e delle comunicazioni.

Quanto in alto può volare l’U-2 Dragon Lady?

L’U-2 Dragon Lady può volare ad altitudini superiori a 70.000 piedi (21.300 metri). La capacità di volare a questa quota gli ha permesso nel secolo scorso di evitare il rilevamento radar, i missili terra-aria e raccogliere informazioni preziose in aree ad alto rischio. I piloti U-2 devono indossare una tuta pressurizzata simile a quella indossata dagli astronauti.

Perché l’U-2 è così difficile da pilotare?

L’U-2 è noto per essere un aereo difficile da pilotare a causa della sua apertura alare, del suo peso ridotto e del suo insolito carrello di atterraggio. Queste caratteristiche danno all’U-2 una grande capacità di planata, ma rendono davvero difficili le manovre di atterraggio. Quando l’aereo si avvicina al suolo, un cuscino d’aria tende a mantenere l’aereo in volo, rendendo l’atterraggio una sfida anche per i migliori piloti. Un secondo pilota di U-2 normalmente “insegue” ogni atterraggio con un veicolo ad alte prestazioni, assistendo il pilota e fornendogli input radio per l’altitudine e l’allineamento della pista.

L’Aereo U-2 sta ancora volando?

Sì, l’aereo U-2 sta ancora volando. Attualmente, l’U-2 è in servizio con l’aeronautica statunitense. Tuttavia, l’USAF prevede di ritirare la sua flotta di U-2 Dragon Lady nel 2026. Fino ad allora, continueranno a lavorare duramente per testare le nuove tecnolgie che potrebbero essere utilizzate sui futuri aerei, in particolar modo l’intelligenza artificiale. Nel 2023 ha ricevuto un aggiornamento dell’avionica che gli permette di scambiare informazioni intempo reale anche con i moderni aerei da combattimento.

I test con l’IA

Nel 2020 l’aeronautica degli Stati Uniti ha effettuato il primo volo di prova in cui l’intelligenza artificiale ha assistito il pilota di un aereo spia Lockheed U-2.

Il test è stato condotto presso la Beale Air Force Base in California dal 9° Reconnaissance Wing. L’intelligenza artificiale, nota come ARTUµ, è stata progettata per coadiuvare il pilota ed alleggerire il carico di lavoro.

Durante il volo, ARTUµ si è occupata dell’impiego dei sensori e della navigazione tattica, mentre il pilota guidava l’aereo. Per fare ciò l’IA è stata addestrata utilizzando oltre mezzo milione di iterazioni di addestramento simulate al computer.

Gli sviluppi futuri dell’IA

Questa tecnologia sta già facendo enormi passi in avanti e non ci sono dubbi sul fatto che ad un certo punto i sistemi di intelligenza artificiale saranno capaci di far funzionare gli aeromobili in modo autonomo. Forse non sostituirà completamente i piloti, ma è possibile che invece di due piloti umani su un aereo, un’IA possa prendere il posto di uno.

C’è sicuramente un potenziale commerciale per un pilota AI. I piloti umani sono costosi e necessitano di periodi di riposo per garantire le prestazioni. Un’intelligenza artificiale sarebbe sempre pronta e libera dai pensieri.

È il sogno di molte compagnie aeree ridurre a uno il numero di piloti necessari nella cabina di pilotaggio. In futuro, probabilmente, lo vedremo accadere e il copilota umano potrebbe seguire la strada del navigatore su un aereo commerciale.


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