obbligo certificazione

Criticità obbligo certificazione verde Covid-19 (c.d. Green Pass)

Sindacati e Rappresentanza

Le criticità circa le disposizioni sull’obbligo di esibizione della certificazione verde Covid-19 (c.d. Green Pass). Di seguito la lettera di Unarma indirizzata al Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri.

Ill.mo Comandante Generale,
quest’Associazione Sindacale Carabinieri, ritiene che la recente nota, enunciata con f.n 1/1/2-1/2021 datato 11 ottobre 2021 dal Comando Generale, non contribuisca a chiarire molti aspetti dell’attuazione del c.d. green pass, anzi sta già generando dubbi e perplessità in tutto il personale amministrato. Pertanto la interrogante UNARMA si pone alcune riflessioni su numerose situazioni che potrebbero verificarsi e su altre che appaiono lacunose, nonostante l’intervento dei preposti Uffici:

  • Non è chiaro se il militare debba consegnare l’arma in dotazione e la tessera mod. 4/C.C. allorquando viene indicato come “assente ai sensi del D.L. 127/21”;
  • L’assenza ingiustificata non è contemplata nel contratto di lavoro e neppure dalle norme militari, come sarà colmata legittimamente la circostanza?
  • Giova un migliore chiarimento su come viene “posto il personale militare” ovvero il suo stato giuridico, visto che lo stesso non percepisce nessuna retribuzione;
  • Scadenza del green pass durante l’orario di servizio:
    • Nel caso si verificasse la scadenza del green pass durante l’orario di servizio, come si dovrebbe comportare il personale?
    • dovrebbe interrompere il servizio e sospendere, quindi, i propri doveri d’Istituto, per non incorrere nelle sanzioni previste dal D.L. 127/2021 oltreché nelle conseguenze di natura disciplinare, oppure dovrebbe completare il turno?
    • Nel caso in cui il Green Pass scadesse a fine turno ed il personale si trovasse obbligato ad effettuare atti indifferibili (quali arresti, perquisizioni, espletamento attività info annotazioni di PG ecc…) come dovrebbe agire?
  • Interventi liberi dal servizio:
    • Rivestendo le costanti funzioni delle qualifiche di Ufficiale/Agente di P.G., se un operatore si trovasse ad adempiere un atto del proprio ufficio libero dal servizio sprovvisto di green pass/ scaduto, potrebbe accedere in un qualsiasi Ufficio di Polizia o altro luogo esterno, per redigere gli atti di competenza;
    • Se posto in assenza ingiustificata il militare che d’iniziativa interviene per attività P.G. non differibile (arresto, furto ecc) il suo attuale stato giuridico lo permette? Ed eventualmente dove redigerà gli atti di P.G. non essendo munito di green pass? E come verrà retribuito economicamente del lavoro svolto?
  • Considerando che il memoriale è un atto pubblico (come sentenziato dai giudici amministrativi) ed è tuttora obbligatoria la sua affissione nel luogo di lavoro per permettere a tutto il personale interessato la sua consultazione. Si chiede come saranno garantiti il diritto alla privacy del personale che sarà indicato sul documento come assente ai sensi del D.L. 127/21, atteso che inevitabilmente chiunque lo leggerà facilmente ricondurrà tale indicazione alla mancanza della certificazione verde. Giova ricordare che i dati sanitari dei lavoratori sono riservati e conoscibili solo da parte del medico aziendale competente sotto il vincolo del segreto professionale e il datore di lavoro, come precisato dal Garante Privacy, non può chiedere informazioni sullo stato vaccinale dei dipendenti né tantomeno rendere così facilmente accessibile (mediante la consultazione del memoriale) tali dati;
  • Chiarire l’aspetto dell’ambiente di lavoro in considerazione che il D.L. in trattazione a pagina quattro, penultimo capoverso, recita: “tale obbligo, peraltro, è esteso ad ogni soggetto che accede alla struttura per qualsiasi attività diversa dalla fruizione di servizi.” Pertanto come s’inquadra il personale accasermato sprovvisto di green pass? Non avrà accesso alle sue stanze?
  • Nella circolare viene espressamente indicato che: “nell’ambito delle misure organizzative che necessitano di consuete attività di programmazione dei turni, il datore di lavoro può richiedere al personale interessato di comunicare anticipatamente il possesso o meno della certificazione verde al fine di soddisfare le specifiche esigenze organizzative volte a garantire un’efficace programmazione dei servizi, comunque non superiore alle 48 ore”. La disposizione parrebbe un sottile espediente per la schedatura anticipata del personale munito o no del green pass. Inoltre la disposizione se sottoporsi ad un trattamento medico o medico-diagnostico è libera, ai sensi dell’art 3 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea e della L. 219/2017 e può essere revocata in ogni momento, sicché il lavoratore che avesse deciso di vaccinarsi o di sottoporsi al tampone, può revocare tale consenso in ogni momento, anche qualora avesse comunicato detta intenzione a terzi poiché le scelte mediche sono sempre libere e non vincolano mai la persona interessata. Cosa succede al personale militare che all’ultimo minuto non esegue il vaccino/tampone, ribaltando la precedente comunicazione, potrebbe incorrere in procedimenti disciplinari o altro?

Per quanto sopra enunciato, la scrivente Unarma, Le chiede con cortese urgenza di emanare chiare e dettagliate linee guida al fine di delineare le diverse situazioni in cui si potrebbero trovare gli operatori, considerando che le recenti direttive emanate dai competenti Uffici non hanno fatto altro che creare confusione e incertezza.

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