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Aggressioni, ennesime plurime gravissime ai danni dei Guardiacoste

Sindacati e Rappresentanza

Si.Na.G. (Sindacato Nazionale Guardiacoste) – COMUNICATO STAMPA -Ennesime plurime gravissime aggressioni ai danni dei Guardiacoste nell’espletamento del loro servizio.

Questa Associazione Sindacale non può esimersi dall’esprimere profonda solidarietà e sentita vicinanza ai colleghi che alcuni giorni fa sono stati oggetto di vili aggressioni nell’espletamento del loro servizio.

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Il primo caso ha visto coinvolto il Luogotenente Roberto Masili, Titolare della Delegazione di Spiaggia di Riva Trigoso, il quale è stato aggredito durante lo svolgimento del proprio servizio di Polizia Marittima in ambito demaniale per il corretto svolgimento delle attività turistico-ricettive e balneari.

Il secondo caso ha visto aggredito il Luogotenente Marcello MANFREDI, in forza alla Sezione di Polizia Giudiziaria e Polizia Marittima della Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia. Nello specifico il Sottufficiale è uno degli investigatori che operato nella brillante operazione coordinata della Procura della Repubblica di Torre Annunziata, che nella giornata del 28 luglio ha portato all’arresto di 21 datterari ed a numerosi sequestri di attrezzature, denaro e locali in tutta Italia.

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Proprio in conseguenza della brillante attività investigativa, culminata nell’esecuzione delle misure cautelari nei confronti degli indagati, uno dei loschi delinquenti, riconducibile ad uno degli arrestati, si è introdotto nei locali della Capitaneria di Porto di Castellammare di Stabia, dove raggiunto l’Ufficio di Polizia Giudiziaria, dove, una volta introdottosi, si scagliava con veemenza ed impeto contro il Luogotenente Marcello MANFREDI, colpendolo ripetutamente con diversi pugni allo sterno.

Solo l’immediato intervento degli altri militari presenti è riuscito a scongiurare ulteriori percosse o danni al Sottufficiale oggetto di tale atto di violenza fisica, i quali hanno provveduto ad immobilizzarlo nonché procedevano all’arresto in flagranza del reato in violazione degli artt. 582, 585, 576 e 682 del Codice Penale.

La brillante attività investigativa operata nell’ambito delle indagini, condotte dai Guardiacoste Stabiesi, anche mediante intercettazioni e interventi in mare a vario genere, sotto l’incessante coordinamento dalla Procura della Repubblica di Torre Annunziata, hanno consentito di accertare l’esistenza di una vera e propria stabile organizzazione criminale, della quale facevano parte i 21 soggetti destinatari delle misure coercitive, operante dal luglio 2016 nei comuni di Castellammare di Stabia, Vico Equense, Piano di Sorrento, Meta di Sorrento, Sorrento, Massa Lubrense, dedita in maniera professionale e sistematica, con ripartizione di compiti e di ruoli e predisposizione di mezzi e di persone, alla raccolta e alla messa in commercio illegali sia dei datteri di mare (lithophaga – lithophaga), la raccolta, la detenzione, la vendita e il consumo dei quali sono vietati sin dal 1998, che delle vongole veraci di Rovigliano (venerupis decussata), contaminate batteriologicamente e chimicamente e quindi pericolose per la salute dei consumatori, in quanto raccolte in uno specchio di mare prospiciente la foce del fiume Sarno, catalogato come Zona Proibita a causa della presenza di sostanze altamente inquinanti tra cui idrocarburi e metalli pesanti, nella quale è vietata la raccolta e l’allevamento dei molluschi bivalvi.

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Il reato di associazione per delinquere, finalizzato alla commissione del reato di disastro ambientale, di danneggiamento aggravato, ricettazione e messa in commercio di prodotti pericolosi per la salute umana, è contestato con condotta attualmente perdurante e come aggravato dall’aggravante ambientale.

Le indagini espletate hanno consentito di accertare e documentare, altresì, il disastro ambientale, cagionato, dal luglio 2016 al novembre 2020, dall’azione degli attuali indagati mediante la sistematica distruzione di rocce e scogli da cui estrarre i datteri di mare, frantumando meccanicamente, con martelli a doppia punta, le formazioni calcaree in cui sono alloggiati i datteri di mare nei seguenti tratti costieri della Penisola Sorrentina, per un tratto costiero complessivo di 6.630 metri lineari: Capo di Sorrento – Bagni Regina Tonnarella, Banco di Santa Croce, località Alimuri ex “mostro” Meta di Sorrento, Punta Scutolo – Vico Equense, Punta Campanella – Località Fossa Papa Massa Lubrense, Località La Solara – Sorrento, Località Le Mortelle  – Punta Montalto Massa Lubrense, Scoglio Isca – Massa Lubrense, Scoglio Penna – Massa Lubrense, Marina di Puolo Sorrento – Massa Lubrense, Punta Sant’Elia – Massa Lubrense, Scoglio Vervece – Massa Lubrense.

Con tale epocale attività di Polizia Giudiziaria viene ulteriormente sancito chei compiti di polizia giudiziaria a carattere specialistico affidati al Corpo sono importanti tanto quanto qualsiasi attribuzione di compiti di polizia a carattere generale e dovrebbero avere maggiore riconoscimento, un primo passo sarebbe un implemento delle dotazioni di reparto e l’adozione di dotazioni individuali per i guardiacoste, nonché una rielaborazione degli standard addestrativi.

Si auspica una maggiore specializzazione del personale con la suddivisione dei compiti di polizia da quelli di soccorso.

Ringraziamo per le parole di solidarietà e vicinanza espresse dal Sottosegretario alla Difesa, Senatrice Stefania PUCCIARELLI, e dal Capogruppo di Fratelli d’Italia in Commissione Difesa della Camera dei Deputati, On.le Salvatore Deidda. E proprio partendo dalle dichiarazioni dell’On.le DEIDDA “….dobbiamo prendere l’impegno di trovare una veloce soluzione per la sicurezza del personale della Guardia Costiera….” che il SI.NA.G. auspica un intervento della Politica e delle Istituzioni per una concreta e rapida risoluzione della problematica della sicurezza dei Guardiacoste, fornendo idonei strumenti normativi e dotazioni di equipaggiamento.

Il SI.NA.G. esprime anche sentimento di vicinanza e grande rispetto che estende al Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera ed alle famiglia dei colleghi oggetto delle vili aggressioni.

Confidiamo che i Comandanti delle Capitanerie di Porto di Castellammare di Stabia e di Genova, possano svolgere il loro compiti col pieno sostegno dei Prefetti competenti e del nostro Comando Generale in modo da poter mettere la parola fine a questo sistema illegale.

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