Sindacati militari e di polizia

27° concorso interno Sovrintendenti

ASSOCIAZIONE UNARMA

La segnalazione riguardante le domande “singolari” nel test per il 27° concorso interno sovrintendenti dell’Arma dei Carabinieri.

Riceviamo e pubblichiamo la segnalazione dell’Associazione UNARMA, riguardante le “strane domande nel test 27° concorso interno Sovrintendenti. Di seguito la lettera inviata al Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri:

Pregiatissimo Comandante Generale,  

con la presente, in segno collaborativo, vorrei partecipare quanto segue: “non ci sono dubbi che una Istituzione che operi nel sociale, ovvero che manifesta  la sua azione in un contesto umanizzato, debba conoscere culture/tendenze per due  ordini di motivi. Il primo, perché ciò gli permette di valutare in che modo e in  che termini soprattutto certi fenomeni si manifestano per comprenderne le ragioni  e poter, in questo modo, decidere in che modo garantire l’ordine e la sicurezza  pubblica.

Il secondo, correlato al primo, è che tale conoscenza, dovrebbe  permettere una migliore aderenza e contestualizzazione non solo dell’operato del  singolo carabiniere, ma di ogni pianificazione che sta al di sopra di esso e di  cui, il militare appunto, ne è il terminale.

Ora, senza voler entrare nel merito di procedure selettive che rispondono sicuramente a ragionate modalità di scelta  secondo requisiti psico-attitudinali che l’Istituzione si prefigge e si prefigura secondo l’ideale tipo di carabiniere – nei vari ordini e gradi – che si vorrà  avere nel futuro, è singolare che in un test in un concorso interno una delle  domande fosse dedicata ai Pokémon.

Con il beneficio d’inventario che una simile  evidenza richiede e con le necessarie cautele, fermo restando che nel definire il database con tutte le possibili domande ci può stare ogni argomento a questo  punto, è a dir poco singolare che uno dei quesiti presentati dal sistema ad un candidato fosse di tale tenore:

«Qual è, tra le altre, una caratteristica dei  Pokémon, le creature dell’omonimo videogioco di Satoshi Tajiri?».

Ora di sicuro una simile domanda rappresenta un ottimo testing per valutare se e in che misura il candidato appartiene alla comunità/utenza che ormai diffusamente non solo gioca, ma compete in veri e propri tornei.

Oppure, si potrebbe dire che ciò  potrebbe servire a valutare il livello di conoscenza delle abitudini dei nostri figli o di quegli adulti che nel microcosmo virtuale, quasi ologrammatico, possono  manifestare aspetti comportamentali emulativi magari d’interesse per l’ordine e  la sicurezza pubblica. Tuttavia, «che si nutrano di pizza», «che non muoiano in  combattimento», «che camminino all’indietro» o «che si spostino con biciclette ad  una ruota» di fatto tutto questo dovrebbe dare senso, secondo colui che l’ha  formulata, ad una domanda di costume.

Magari, forse per mettere più a suo agio il candidato, si poteva chiedere se Pikachu fosse un personaggio base o già una forma evoluta. Oppure, riformulando il quesito, se l’argomento piace così tanto a chi lo ha inserito, chiedendo qualcosa che riguardasse il fenomeno Pokémon più in generale come fenomeno ludico-sociale o anche contestualizzandone il successo, ma forse una domanda del genere avrebbe richiesto conoscenze più ampie al candidato?

Probabilmente, forse chi ha formulato la domanda si è trovato affascinato dal fatto che gli umani possono usare simili stravaganti e immortali personaggi per i combattimenti più disparati e, quindi, meglio di un Assassin’s Creed, videogioco  forse molto più impegnativo.

Ma, forse, e ci sbaglieremmo, questa UNARMA è convinta che di ben altri personaggi e combattimenti un carabiniere dovrebbe occuparsi e prepararsi, o dimostrare di avere requisiti tali da poter affrontare in maniera  coerente, lucida e sicura un impegno sociale di certo che va ben oltre la caccia ai Pokémon.

L’occasione mi è congeniale per esprimerLe i miei più cordiali saluti. 

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